La sua famiglia, culla di cristianesimo genuino
Il Venerabile era il terzo di otto figli (di cui quattro femmine) di una famiglia di viticoltori, i Bordino, che possedevano alcuni appezzamenti di terreno. Il loro casolare, nel bel mezzo del paese, si trova ancora oggi ai piedi della salita che conduce al castello. Era una famiglia operosa ove non mancava mai il necessario.
Il padre, Giacomo, era un uomo molto stimato in paese, tanto che nelle controversie per eredità o per affari, numerosi compaesani si appellavano al suo giudizio; inoltre era molto religioso, inviava i figli a frequentare le lezioni di catechismo, a partecipare alle iniziative parrocchiali di preghiera e di svago. In numerose famiglie, in quell’epoca, soprattutto in inverno, si recitava il rosario quasi tutte le sere. Nelle occasioni in cui i figli, ancora piccoli, cercavano di svicolare dai momenti di raccoglimento della famiglia, il padre prontamente li richiamava al dovere di trascorrere un po’ di tempo con Dio, che il signor Giacomo vedeva come il più gran vignaiolo dell’universo: quando ci si sedeva a tavola per mangiare, papà Giacomo voleva che si facesse una breve preghiera di ringraziamento.
L’azione pedagogica della famiglia Bordino non finiva qui. La vera preoccupazione dei coniugi era di educare i figli secondo gli insegnamenti della religione cattolica. Loro stessi davano il buon esempio ai figli santificando le feste e partecipando alle messe e al vespro della domenica.
La madre, Rosina Sibona, anch’essa molto religiosa, era cugina del parroco e partecipava assiduamente alle attività della parrocchia. Appena i figli divenivano un po’ più grandi, li portava in chiesa la domenica per farli cantare in coro. La loro fede era ad alta intensità e non si affievoliva nemmeno quando le annate non andavano bene a causa della grandine o della peronospora. «Unità ed onestà» potrebbe essere definito il motto della patriarcale famiglia Bordino.